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27/03/2014 | 10:55

'Vivere per dare e morire per ricevere' è il testamento evangelico della giovane Mirella Solidoro per la quale, il primo ottobre, nella cattedrale di Ugento sarà aperto il processo di Canonizzazione


Mirella Solidoro -immagine tratta dal web-


Taurisano. Mirella Solidoro, giovane malata di tumore al cervello, costretta a vivere gran parte della sua vita su un letto dopo un lungo martirio cominciato a soli nove anni, ha vissuto la sua malattia secondo uno spirito evangelico e con una limpidezza d’animo disarmante.

La ragazza, aveva il dono di consolare chiunque le chiedesse aiuto e molti erano coloro che arrivavano da tutta l’Italia a farle visita, per ricevere una parola di conforto. Ora, per la già dichiarata “serva di Dio”, deceduta il 4 ottobre 1999 e sepolta nel cimitero di Taurisano, si apre la Causa di Canonizzazione con una solenne cerimonia che avrà sede nella cattedrale di Ugento, il prossimo primo ottobre. Questo è un modo per la Chiesa di attestare le virtù cristiane di una giovane che ha saputo vivere secondo il vangelo.

Secondo le testimonianze, la piccola Mirella, nonostante la cecità che l’ha colpita – in seguito ad un intervento chirurgico  che avrebbe dovuto salvarla -  era capace di leggere nel cuore delle persone. E non solo. A lei, infatti, si attribuiscono miracolose guarigioni e prodigi. In Chiesa, vicino alla sua tomba, i fedeli raccontano di sentire un profumo di rose.

Di fronte agli scettici, una donna molto legata alla ragazza, afferma come Mirella sia prima di tutto esempio di vita, in quanto riuscì ad accrescere, in tutti coloro che la conobbero, il suo amore per Dio e per tutti, il testamento evangelico della ragazza, è un tesoro: “vivere per dare, morire per ricevere”.


Maria Chiara Pataleo

Eleonora Romano





Autore: A cura della Redazione

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